Proprio mentre medesime preoccupazioni si sollevano anche nel Vecchio Continente, gli enti regolatori del commercio statunitense vogliono vederci chiaro. Nel discorso introduttivo di Tim Cook alla House Judiciary Antitrust Subcommittee di oggi, emerso in anteprima, l’iCEO spiegherà che “Apple non detiene alcun market share dominante” e che “per quanto ribadiamo la superiorità di iPhone come piattaforma, siamo ben coscienti che non costituisca l’unica scelta per il consumatore.”

Dopo un po’ di numeri (e l’immancabile quanto incontestabile contributo che Apple ha dato al settore), Cook entrerà nel vivo della questione, parlando di tariffe ed eccezioni:

“Per la maggior parte delle app su App Store, gli sviluppatori mantengono il 100% dei soldi che fanno. Le uniche app soggette a commissione sono quelle in cui lo sviluppatore acquisisce un cliente su un dispositivo Apple e dove le feature o servizi vengono fruite e esperite su un dispositivo Apple.

Le commissioni di Apple sono simili o inferiori a quelle della maggior parte dei competitor. E sono molto inferiori del 50-70% di quel che gli sviluppatori pagavano per distribuire il loro lavoro prima che lanciassimo l’App Store.”

Il problema però potrebbe essere proprio questa discrezionalità. Per esempio, nel 2018, Cupertino concesse a Microsoft di consentire il login degli account Minecraft acquistati esternamente. Lo ha spiegato Phil Schiller a