Le possibili ripercussioni del danno d’immagine subito da Huawei a causa del ban USA

Nella speranza che il grande polverone alzatosi su Huawei – a causa del blocco negli USA imposto dal governo a stelle e strisce – possa risolversi nel migliore dei modi per tutte le parti coinvolte, difficilmente il produttore cinese riuscirà ad evitare ripercussioni nel breve e nel lungo termine. L’onta di essere stata inclusa nella lista di aziende potenzialmente lesive della sicurezza nazionale non si laverà via così facilmente, soprattutto agli occhi dei consumatori. E gli analisti iniziano già ad ipotizzare e quantificare l’incidenza del danno d’immagine subito da Huawei.

Secondo fonti provenienti dalla Cina, sarebbe proprio Huawei stessa ad aver ridotto gli ordini ai suoi fornitori per il prossimo futuro, prevedendo un periodo di burrasca che suggerirebbe un approccio più cauto e conservativo. Ciò garantirà campo libero a Samsung e Apple, che potranno guadagnare terreno nei mercati in cui Huawei aveva preso piede negli ultimi anni, tanto da scavalcare il gigante di Cupertino al secondo posto della classifica dei maggiori produttori al mondo e di mettere nel mirino il primato dei rivali coreani.

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I sogni di gloria di Huawei dovranno quindi essere accantonati per ora, come ammesso dal presidente di Honor (marchio di proprietà di Huawei) Zhao Ming, che ha affermato la necessità di rivedere l’obiettivo del sorpasso al vertice, in precedenza previsto entro il 2020. Secondo alcuni analisti, il ban imposto dagli Stati Uniti avrebbe incrinato la fiducia che gli utenti riponevano in Huawei e riconquistarla sarà un’impresa tutt’altro che semplice o rapida.

Per questo 2019, le previsioni più rosee parlano di una riduzione del volume di spedizioni dalle 270 milioni di unità previste a sole 240/250 milioni, ma la situazione potrebbe anche peggiorare, soprattutto se il progetto di sistema operativo proprietario di Huawei non si rivelerà all’altezza o tarderà troppo. Di pari passo, Samsung dovrebbe vedere un incremento delle spedizioni di smartphone dalle 290 milioni previste a 300/320 milioni, mentre gli iPhone spediti nel mondo salirebbero a 200 milioni.

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