Il nuovo Huawei Kirin 985 potrebbe essere il primo processore con tecnologia EUV

Le dimensioni dei SoC negli smartphone hanno raggiunto livelli impressionanti. Lo stato dell’arte in questo momento è il processo produttivo a 7 nanometri. La prima azienda a rilasciare un prodotto con un processore del genere è stata Apple, con il suo A12 Bionic montato su tutta la nuova serie di iPhone. Per darvi un’idea, il chip contiene 6,9 miliardi di transistor in un’area totale di circa 83 mm².

Huawei, che con il suo Kirin 980 aveva già appaiato la società di Cupertino in questa atipica classifica, ha dovuto quindi escogitare un altro modo per portare una novità all’interno del mondo dei SoC: una tecnologia chiamata EUV, Extreme Ultraviolet Litography, che in italiano significa litografia ultravioletta estrema. L’adozione di questo processo dovrebbe garantire una densità di transistor maggiore del 20%, con risultante una maggiore potenza e un minore consumo energetico.

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È con questa tecnologia, applicata al vecchio Kirin 980, che nascerà il nuovo processore di casa Huawei, il Kirin 985, che sostanzialmente rappresenta un upgrade della versione precedente, più che un nuovo prodotto. Con tutta probabilità il suo debutto coinciderà con quello della serie Mate 30 nella seconda metà dell’anno.

Per darvi un po’ di contesto, vi ricordiamo che Huawei è sempre più in rotta con gli Stati Uniti e ciò le impone di guadagnare più indipendenza nei confronti dei fornitori americani. Lo scorso anno, la percentuale di dispositivi con un processore HiSilicon erano meno del 40%. L’obiettivo per la società cinese è quello di far arrivare la percentuale a 60 entro la fine di questo anno.

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