“Basta con le finestre flottanti che sprecano spazio e sono scomode da sistemare,” scrive Thomas Weinreich, l’autore del concept. “Meglio invece app sempre a schermo pieno, visto che macOS possiede funzionalità di split screen veloci, facili e flessibili.”

Il cambio di paradigma e la cesura col passato di macOS è radicale:

“Non c’è nessun bisogno di chiudere o minimizzare le app. E non c’è bisogno dei pulsanti a semaforo. Basta semplicemente scorrere lateralmente tra le app, oppure verso l’alto per accedere alla Springboard. Esattamente come su iPad.”

Una gestione davvero semplificata, priva di fronzoli e basata sui gesti Multi Touch; cosa che, per ovvie ragioni, richiede un MacBook con funzionalità Touch Screen. Ed è qui che casca l’asino: al di là della bontà o meno del progetto, Apple ha chiaramente e ripetutamente ribadito di