Editoriale: i top e i flop del 2016 tecnologico

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Il 2016 sta per volgere al termine e probabilmente in molti non vedono l’ora, sperando, come ogni anno, che il prossimo sia migliore. E quest’anno in particolare di motivi ce ne sono diversi. Basta uno sguardo alla cronaca degli ultimi 12 mesi per accorgersi che viviamo in tempi difficili, giusto per usare un eufemismo, che meriterebbero un’ampia dissertazione e presa di coscienza, nella vana illusione che la sensibilizzazione dell’opinione pubblica possa produrre un qualche effetto benefico.

Purtroppo tutto questo non ci compete, e detto da noi avrebbe forse un effetto diverso da quello sperato, pertanto ci limiteremo a parlare del nostro ambito, ben consapevoli che i “veri” top e flop sono altrove. Vediamo quindi quali sono stati i progetti di maggior successo dell’anno, che magari ci porteremo dietro anche nel 2017, e quelli che si sono rivelati una scommessa fallita.

I Top del 2016

Gaming (mobile)

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Il 2016 è stato l’anno del gaming in molti sensi. I portatili gaming rappresentano sempre più un nodo importante di un mercato altrimenti in calo, ed in qualunque fiera del settore tengono sempre banco, con aziende come Lenovo, Acer, ASUS, MSI ed altre aziende sempre pronte a darsi battaglia, spinte dalla crescita degli esport. E non dimentichiamoci poi il lancio di Xbox One S e PlayStation 4 Pro, anche se il prossimo anno ne vedremo delle belle.

Anche il mobile gaming, dal canto suo, è cresciuto a dismisura, sia in termini di offerta che di introiti, ed il titolo più chiacchierato dell’anno è stato senz’altro Pokémon GO, che non a caso troneggia nella nostra top 10. No, non mi metterò qui a (ri)parlare di Pokémon GO, ma al di là del titolo in sé è evidente come il gaming mobile rivesta oggi un’importanza sempre crescente, che nel 2017 potrebbe raggiungere nuove vette.

Droni

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La regolamentazione dei droni in Italia è una cosa molto complicata, che non si può semplificare con un semplice “vola fuori dai centri abitati”, e che rende difficile la diffusione di questo tipo di dispositivi nel nostro paese. Ciò nonostante, la spinta dell’industria di settore è stata innegabile, con DJI in primis, che riesce a reinventare sé stessa presentando un modello come il Mavic.

Indubbiamente, immaginando un futuro in cui simili mezzi siano sempre più potenti ed accessibili, c’è bisogno di regole (semplici, magari), di rispetto e di sicurezza, ma pensare al progresso tecnologico che c’è dietro ed alle potenzialità che certe tecnologie mettono in mano a gente comune ha dell’incredibile, soprattutto se guardate ad oggi con gli occhi di anche solo un paio di anni fa.

Action Cam

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GoPro ha i suoi problemi, ma al contrario di un tempo in cui l’azienda era sinonimo del suo stesso prodotto, ormai la concorrenza ha realizzato ottime rivali (chi ha detto Yi 4K?), che poi sono buona parte dei problemi di cui sopra. Buone action cam sempre più economiche, significa anche maggiore diffusione, sempre più video realizzati, ed in generale uno sdoganamento di un tipo di dispositivi, un tempo relativamente di nicchia, ed oggi più comuni.

Probabilmente quello di quest’anno potrebbe essere stato anche una sorta di canto del cigno, nel senso che non mi aspetto affatto una crescita elevata del mercato action cam in futuro. Chi è interessato all’utilizzo di una fotocamera grandangolare in situazioni non sportive trova già delle alternative anche in ambito smartphone, vedi LG G5, ma è indubbio che ormai sia stata raggiunta una maturità che permette a molti di realizzare con facilità anche le riprese più “concitate”.

Smartphone cinesi

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Gli smartphone economici stanno diventando sempre buoni, ed i buoni smartphone stanno diventando sempre più economici (Cit.). Se questa frase è vera è merito soprattutto dei produttori cinesi, che nel corso del tempo hanno cambiato il mercato. Se un tempo “smartphone cinese” era quasi un’offesa, oggi come minimo si devono fare dei forti distinguo, e se da una parte è vero che ci sono ancora marchi che producono telefoni a basso costo, dall’altra abbiamo ormai colossi del calibro di Huawei, che si è imposta sulla scena mondiale come uno dei maggiori produttori. E l’elenco può continuare con i vari Xiaomi, Meizu, Lenovo, ZTE, Nubia, ed anche OnePlus.

Si tratta di un trend che si è consolidato nel corso del tempo, e che nel 2016 si è sempre più imposto. I primi segnali della rivalsa della fascia media risalgono però al lontano 2013 (ricordavate questo editoriale?), e piano piano vari produttori, cinesi in particolare, hanno contribuito a rendere questo fenomeno sempre più vero. Questo non significa che in futuro i buoni smartphone costeranno due spiccioli, ma è innegabile che la qualità media sia in ascesa. Com’è giusto che sia.

Streaming (Netflix)

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Arrivato in Italia sul finire del 2015, il 2016 è stato senz’altro l’anno di Netflix, che si è imposto sulla scena mondiale, diventando disponibile pressoché ovunque. Assieme a lui, c’è stato un po’ il (ri)fiorire dei servizi di streaming, video in particolare, ma non solo. Spotify ad esempio è in netta crescita, ed in generale il concetto di streaming si sta imponendo per la sua praticità, ma anche per la qualità dei servizi in campo. Manca forse un po’ di concorrenza diretta, nel senso che offrono un po’ tutti gli stessi prezzi e servizi, ed a differenziarli davvero è spesso solo il catalogo, ma forse col tempo arriveremo anche a quella.

Purtroppo, ad accompagnare l’avvento dello streaming, non c’è stata un’altrettanto forte diffusione del 4K, per il quale manca non tanto l’hardware necessario, che è sempre più economico, quanto i contenuti, che sono ancora pochi e limitati. L’avvento del 4K ci sarà, senz’altro, ma non è stato il 2016 l’anno della sua consacrazione.

Microsoft

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Se consideriamo la triade Apple, Google e Microsoft, come principali produttori di software e (in parte) hardware, è l’azienda di Redmond quella a cui va il mio applauso. Nessuna delle tre ha rivoluzionato nulla nel 2016, per quanto ci siano stati prodotti importanti anche per Apple (MacBook, quasi più che iPhone, anche solo perché mancavano da tempo) e Google (il debutto dei Pixel), ma Microsoft si conferma forse come la più audace, capace di progetti di ampio respiro e notevole portata come HoloLens, ma concreta quando si tratta di rinnovare Windows 10, o di innovare con la linea Surface. Coraggiosa anche,con (il lento) addio a Windows 10 Mobile; perché perseverare in certi casi è diabolico.

Di certo è un’altra Microsoft rispetto ai tempi di Ballmer, che ha una visione, e che riesce anche ad “emozionare” (gli ultimi lanci di Microsoft sono sempre stati tra i più belli del settore). E per fortuna.

I Flop del 2016

Realtà Virtuale

Sì, personalmente inserisco la realtà virtuale tra i flop, perché nonostante questo sia stato in un certo senso l’anno del debutto, quello in cui abbiamo visto il lancio commerciale di Oculus Rift, HTC Vive, PlayStation VR, Google Daydream e altri, alla fin fine non possiamo certo dire che sia stato un lancio col botto. Si tratta di dispositivi per lo più cari ed “impacciati”, che riescono ad immergerti davvero in un mondo virtuale solo in parte e solo a certe condizioni; in ogni caso non sono ancora quel prodotto per le masse che Facebook (e non solo) sperava sarebbero diventati a breve. E non parliamo nemmeno di Magic Leap.

La ciliegina (marcia) sulla torta è poi il fatto che l’Italia è finora rimasta completamente fuori dai giochi, ad esclusione del visore di Sony, e non sembra che nel prossimo futuro le cose debbano cambiare granché.

Samsung Galaxy Note 7

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Impossibile non inserire lo smartphone più fallimentare di tutti i tempi, tanto che stavo pensando di escluderlo proprio per la sua banale presenza; ma poi magari Samsung si sarebbe risentita della mancanza di un posto sul trono. La cosa davvero inconcepibile di questa vicenda non è tanto il problema in sé, che per quanto grave avremmo potuto anche archiviare con un “può succedere”, ma il modo in cui è stata gestita. Il tempestivo richiamo iniziale è infatti stato poi seguito da un altrettanto tempestivo ritorno in commercio, che si è rivelato l’errore peggiore del mondo.

Tanto è stato detto sul perché delle decisioni di Samsung, ma ancora la vera causa delle esplosioni dello smartphone resta ignota. L’azienda coreana dovrebbe aver concluso le indagini in merito, ma per adesso non ne ha comunicato l’esito, ma qualunque esso sia, l’ha pagato caro.

Videocamere a 360°

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Parallelamente alla realtà virtuale, doveva fiorire anche il campo delle videocamere sferiche, in grado di riprendere video a 360°, ideali da guardare con i vari visori. Così non è stato. Dopo una primavera in cui sono stati introdotti vari dispositivi, il proseguo del 2016 non ha visto particolari novità, se non il rinvio del modello di Nikon, arrivato solo sul finire dell’anno.

A parte questo, è stata forse la qualità a non convincere, con la Gear 360 che per ora è in testa, ma non priva di difetti. Aggiungeteci il prezzo, la potenziale fragilità data dai doppi sensori, ed un campo di utilizzo limitato appunto anche dal non fiorire dei visori VR, ed avrete un rinvio di questa tecnologia al prossimo anno. O forse a quello dopo.

Smartwatch

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Quali smartwatch? Che si chiamino Android Wear o Watch OS, gli smartwatch non decollano, né dal punto di vista hardware né da quello software. Google ed Apple sono incapaci di inventarsi delle killer feature che rendano davvero “necessari” questo tipo di dispositivi, che al contempo si scontrano con limiti tecnici, primo fra tutti la scarsa autonomia, che rimane insoluta ed in buona parte insolubile, a meno di non ricorrere a soluzioni stile Pebble. Ah già, Pebble in pratica non esiste più!

Peccato, perché in fondo in fondo ci sono modelli belli ed anche piacevoli da indossare, ma il giorno in cui lo lasci a casa perché scarico, è il giorno in cui poi non lo indossi più, e magari torni ad un orologio tradizionale. Sto semplificando molto, ma sotto sotto è così.

Project Ara

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Addio Project Ara, sei stato una delle delusioni più cocenti del 2016, e rappresenti il perfetto emblema del più grande difetto di Google: la mancanza di costanza. La modularità che mi avevi fatto sognare resterà probabilmente un sogno, almeno ancora per diversi anni, perché è evidente che ancora non siamo arrivati al punto in cui uno smartphone possa essere assemblato come fosse di LEGO.

Lenovo, raccogliendo il lavoro di Motorola, ha provato a creare un’alternativa con Moto Z, alla quale va tutto il mio plauso per l’esecuzione a suo modo impeccabile.. Ma non è la stessa cosa.

Internet e IoT

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Internet sta evidenziando sempre più i suoi limiti ed i suoi problemi, con il passare del tempo. Il primo limite è quello di non avere limiti, regole. In una società complessa e globalizzata come la nostra, si tratta di una bomba ad orologeria, perché proprio la sicurezza e la riservatezza dei dati sono e saranno sempre più nell’occhio del ciclone; ed una soluzione non si intravede certo, nemmeno all’orizzonte.

Il mondo dell’IoT si è rivelato un particolare punto debole, essendo stato involontario protagonista dell’attacco che qualche mese fa ha messo le reti statunitensi e non solo, ma potremmo citare la guerra fredda a colpi di hacking tra Russia ed USA, che proprio quest’oggi ha visto la reazione del Presidente Obama.

Ho già dedicato un intero editoriale “all’involuzione digitale“, ma l’argomento meriterebbe un intero libro (un giorno, chissà… – NdR), data la sua attualità ed il fatto che è destinato a diventarlo ancor di più negli anni a venire. Il 2016 ne ha evidenziato i problemi, ma si tratta di un trend che va avanti da anni, e del quale appunto non intravedo una facile risoluzione.

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